Frustine di semola e grano saraceno con ‘nduja

frustine di semolaNon è mai troppo tardi! Dopo quasi un anno e una valanga di straordinari eventi, che mi hanno cambiato radicalmente la vita (per fortuna in meglio), mi decido a postare la ricetta delle frustine di semola e grano saraceno con ‘nduja, che ho realizzato per il pranzo di Natale dello scorso anno. Ebbene sì, era sempre dicembre, ma del 2012 e ciò è testimoniato dalle orribili foto, fatte in fretta e furia con la macchinetta compatta. Un buon motivo per rifarle e fotografarle con la nuova reflex? Forse sì, ma chissà se trovo il tempo. E intanto vi posto queste.
Ideali da servire insieme agli antipasti, o come pane di accompagnamento, queste frustine sono sfiziose, perché l’aroma del grano saraceno si fonde amabilmente con il piccante della ‘nduja (a patto naturalmente che vi piaccia la ‘nduja). La ricetta di base è di Sara Papa, ma l’ho liberamente rivistata per renderla più originale e sfiziosa.

Ingredienti per circa 15 frustine:
350 g di semola di grano duro
150 g di grano saraceno fine
270 g di acqua
10 g di lievito di birra
1 cucchiaino scarso di sale
1 cucchiaio di olio

per il condimento e la farcia:
1 tazza di olio
1 rametto di rosmarino
1 spicchio di aglio
200 g di ‘nduja

Preparazione delle frustine semola e grano saraceno con ‘nduja

  1. Iniziate con la preparazione dell’impasto: versate l’acqua tiepida in una ciotola, unite il lievito e scioglietelo fino ad ottenere un liquido omogeneo. Poi unite la farina a pioggia, poca per volta, sempre mescolando con le mani e avendo cura di far assorbire quella versata prima di aggiungerne altra.
  2. Una volta unita tutta la farina, aggiungete l’olio e il sale, impastate per una decina di minuti, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formate una palla uniforme, poi ponete l’impasto in una ciotola, copritela con della pellicola trasparente e lasciatela lievitare per almeno 2 ore.
  3. Nel frattempo, preparate il condimento per le frustine: versate l’olio in un pentolino, unite il rametto di rosmarino, lo spicchio di aglio in camicia e scaldate il tutto per 4-5 minuti. A questo punto, togliete il rosmarino e l’aglio e lasciate freddare l’olio.
  4. Una volta lievitato l’impasto, stendetelo con un mattarello, fino ad ottenere un rettangolo regolare, dello spessore di circa 4-5 mm (non troppo fine altrimenti si rompe al momento della farcitura).
  5. Fatto questo, versate l’olio sulla superficie e spennellatelo per distribuirlo uniformemente, poi distribuite dei fiocchetti di ‘nduja su una delle due metà del rettangolo. Ripiegate il rettangolo su se stesso e, con una rotellina per pasta, tagliatelo verticalmente in tante strisce regolari, della stessa grandezza.
    preparazione frustine di semola
    tagliate tante frustine con la rotellina
  6. A questo punto, torcete ogni frustina su se stessa, in modo da far vedere l’interno, e poggiatela su una teglia foderata con carta da forno.
    frustine di semola pronte da cuocereRipetete la stessa operazione per ogni frustina e infornate a 180 gradi per 15 minuti circa. Una volta ben cotte, sfornatele e lasciatele freddare. Potete servirle così o tagliare ogni frustina in due.
    frustine di semola zoom

Speciale Funghi: ecco da dove vengono quelli che compriamo e mangiamo

mostra funghi 2013I funghi sono buoni da mangiare, facili da cucinare, versatili in cucina e sfiziosi. Si adattano perfettamente a piatti rustici e contadini, ma anche a pietanze più eleganti ed elaborate. Non a caso, i funghi si trovano spesso accostati alle fettuccine fatte in casa, tipiche di una cucina casalinga e da trattoria, ma anche in un bel risotto, un piatto che si trova di frequente anche sulle tavole dei banchetti nuziali.
Gli italiani ne vanno matti, tanto che la domanda interna è nettamente superiore all’offerta. E quindi? Significa che il 90% dei funghi che acquistiamo, cuciniamo e mangiamo (a casa, ma anche al ristorante) proviene dall’estero. Anche quando l’etichetta riporta la dicitura “prodotto in Italia”.
mostra funghi 2013 Roma
Ebbene sì, quello dei funghi italiani è un grande bluff, perché la maggior parte dei funghi che finiscono sulle nostre tavole risulta ufficialmente come un prodotto nostrano, perché così risulta dall’etichetta o sulla cassetta in cui vengono esposti. Di fatto, i funghi che mangiamo arrivano dalla Cina e nel lungo viaggio che li porta dal Paese di origine alle nostre tavole perdono la loro tracciabilità. I funghi da esportazione partono dalla Cina e arrivano in Svizzera e in Francia, dove vengono sdoganati e controllati a campione (ciò vuol dire che su una partita buona ce ne possono essere altre non a norma) e poi distribuiti nel resto d’Europa, dove vengono etichettati e identificati come prodotti locali.
Questo vale soprattutto per i funghi essiccati (per i quali c’è l’assoluta certezza che provengano dalla Cina), ma anche per quelli freschi (in particolare i porcini, i galletti e i prataioli, ovvero quelli più conosciuti e gettonati dagli italiani), che per arrivare belli “freschi” e turgidi sulle nostre tavole vengono precedentemente trattati con gas inodori e incolori per mantenerli a lungo.
E lo stesso vale per il tartufo, le salse a base di tartufo e i vari olii tartufati, dove all’interno il tartufo non c’è affatto. Al suo posto vengono messe normalmente sostanze chimiche che ne riproducono il profumo e il sapore.

Morale? Attenti a quello che mangiamo!
Diffidate quindi dai grandi rivenditori e distributori di funghi dell’area dei Castelli Romani e del viterbese. L’unico modo per essere certi di mangiare funghi nostrani, provenienti da boschi italiani, è imparare a riconoscerli personalmente (seguendo appositi corsi di preparazione e conseguendo il patentino dedicato), oppure rivolgersi ad un ristoratore di fiducia che si rifornisce da micologi e raccoglitori autorizzati di funghi e tartufi.
Quando ordinate un piatto di fettuccine al tartufo, chiedete sempre di grattarvelo direttamente sul piatto. In questo modo, avrete la certezza che si tratta di tartufo autentico. A suggerirmi queste preziose informazioni che vi riporto in questo post è stato un micologo dell’Associazione Nuova Micologia, dove si organizzano periodicamente visite, uscite ed escursioni guidate alla ricerca di funghi ed erbe selvatiche. Ogni anno l’associazione allestisce un’esposizione di funghi nell’affascinante Semenzaio romano di San Sisto, a piazza Porta Metronia 2 (quest’anno si è tenuto il 16 e il 17 novembre), dove vi suggerisco di fare un salto.

Paté crostino toscano fatto in casa

paté per crostino toscano ricettaDopo circa un anno mi sono finalmente decisa a fare pulizia tra le foto scattate con la mia vecchia compatta e una montagna di bozze di ricette mai postate sul blog. Tra foto improbabili e testi mai compiuti, ho trovato anche la mia ricetta che solitamente identifico con il nome di paté crostino toscano, o paté per crostino toscano, che ho imparato a fare qualche anno fa a scuola di cucina. Da allora, l’ho preparato soltanto una volta, perché è una salsa piuttosto impegnativa in termini di grassi e calorie, ma se volete preparare un antipasto originale e goloso è quello che fa per voi!
La preparazione è semplicissima, basta trovare le materie prime di qualità e per questo vi consiglio di rivolgervi ad un macellaio di fiducia, che sia in grado di fornirvi interiora che siano all’altezza.

Paté crostino toscano: ingredienti per un barattolo grande

300 g di fegatini di pollo
2oo g di milza di vitellone
7 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
5-6 filetti di acciughe
una manciata di capperi
mezzo bicchiere di aceto

Come preparare il paté crostino toscano

  1. Scaldate a fuoco medio una padella capiente per 3-4 minuti, poi versate l’olio, unite l’aglio, i filetti di acciuga, i capperi e mescolate a fuoco vivo per circa 5 minuti.
  2. Unite i fegatini di pollo e la milza di vitellone tagliata a pezzetti, mescolate e fate cuocere per circa 20 minuti.
  3. Sfumate con l’aceto e proseguite la cottura per altri 3-4 minuti, poi spegnete e trasferite tutto nel passino (quello usato per i pomodori), passate tutto e raccogliete il paté in un barattolo di vetro capiente.

Consiglio
L’ideale è servirlo caldo accompagnato da pane toscano sciapo.
Per conservarlo, sistematelo bene nel barattolo di vetro, pressatelo con il cucchiaino in modo da pareggiarne la superficie e coprite completamente d’olio. Così conservato si mantiene anche un paio di mesi.

paté toscano per crostino

Salva la tua birra, la petizione di AssoBirra contro le nuove tasse

salva la tua birraIn un’Italia che potrebbe vivere e arricchirsi con il suo patrimonio storico, artistico ed enogastronomico, tramandato nei secoli da chi è stato certamente più lungimirante di noi, il governo bieco e tutt’altro che intelligente decide di tassare nuovamente uno dei settori che fino ad oggi ha risentito meno di altri della crisi economica. Sto parlando della birra, bevanda antica e sempre più apprezzata anche dagli italiani, che proprio in questi giorni rischia di subire un duro colpo, a causa della proposta di aumentare le accise per finanziare il DL Scuola e il DL Cultura, e che presto dovrà essere votata dal Parlamento. L’Associazione dei Produttori della Birra e del Malto ha deciso quindi di rivolgersi agli oltre 35 milioni di consumatori di birra per evidenziare le conseguenze dirette di tale aumento.

“Si tratta di una tassa che paghiamo ogni volta che beviamo una birra. – ha detto Alberto Frausin, Presidente AssoBirra – In pizzeria, a casa, ovunque. Aumentarla ancora sarebbe ingiusto, inefficace e dannoso per tutti. Le nostre aziende sanno che ci sono settori, come l’istruzione e la cultura, che hanno bisogno di investimenti – ha continuato Frausin – ma quello che chiediamo alle Istituzioni e alle forze politiche è di non continuare a trovare le risorse necessarie aumentando ancora le tasse. L’accisa è una tassa che paga il consumatore ogni volta che beve una birra, che lo faccia in pizzeria o al bar o a casa sua”.

Già oggi più di un sorso su tre se lo beve il fisco: 37 centesimi di tasse su un euro di birra. E con i nuovi aumenti si rischia di arrivare a un sorso su due. AssoBirra lancia quindi una petizione sul sito www.salvalatuabirra.it (alla quale mi unisco del tutto gratuitamente e spontaneamente anche con questo post sul mio blog, dove non troverete mai marchette nascoste), da sottoscrivere e presentare a Governo e Parlamento per scongiurare l’aumento. Per chiedere l’annullamento di questa proposta, basta andare sul sito realizzato appositamente per l’iniziativa e firmare la petizione online. Per aumentare il passaparola, oltre al sito dedicato, l’associazione ha creato anche l’hashtag #salvalatuabirra, per informare gli italiani sulle reali conseguenza di questa decisione del Governo, che intende tassare l’unica bevanda a bassa gradazione alcolica che paga le accise in Italia. Senza dimenticare che i consumatori italiani pagano tre volte le tasse sulla birra rispetto agli spagnoli e ai tedeschi.

Io ho già firmato, e voi?

Leggi tutte le mie ricette con la birra

Pollo marinato con salsa di soia e spezie

pollo marinato con salsa di soiaFacile e veloce da preparare, il pollo marinato con salsa di soia e spezie che ho preparato qualche sera fa è ideale per chi deve preparare una cena rapida con pochi ingredienti. L’unico aspetto da considerare è la marinatura, che richiede pochi minuti per prepararla, ma almeno 1-2 ore per far insaporire bene il pollo.
Il mio consiglio è di mescolare tutti gli ingredienti al mattino, prima di andare in ufficio o iniziare le varie commissioni quotidiane, mettendolo in frigo (ben coperto) per tutto il giorno, tirarlo fuori dal frigo nel tardo pomeriggio e cuocerlo pochi istanti prima di servirlo. Il bello del pollo marinato con salsa di soia e spezie è proprio nella marinatura, perché i tempi di cottura sono minimi!

Ingredienti per 2 persone:
400 g di pollo tagliato a cubetti
3 cucchiai di olio di sesamo
2 cucchiaini di erba cipollina
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di paprika
2 cucchiaini di mentuccia
3 cucchiai di salsa di soia
pepe a piacere

Come preparare il pollo marinato con salsa di soia e spezie

  1. La preparazione è semplicissima: sistemate i dadini di pollo in una terrina, coprite con l’olio di sesamo, la salsa di soia, le erbette tritate e le spezie, mescolate bene e lasciate riposare e marinare per almeno 1-2 ore (meglio se 8-10).
    marinatura per il pollo
  2. Trascorso questo tempo, il pollo avrà assunto un colore scuro (dato soprattutto dalla salsa di soia), quindi scolate i pezzetti di carne dal liquido della marinatura, riscaldate per 3-4 minuti una padella antiaderente (deve essere bollente) e fate cuocere per 5-6 minuti, quindi servite!

Saccottini al cioccolato o pain au chocolat

saccottini al cioccolatoL’idea iniziale era di riprodurre in casa i saccottini al cioccolato del Mulino Bianco, ma – dopo aver impastato, steso, lievitato, rimpastato e lavorato il tutto con i giri di sfoglia – mi sono resa conto di aver fatto dei deliziosi pain au chocolat. In breve, ho prodotto un ibrido della pasticceria da azzeccagarbugli. Come faccio sempre quando tento di sperimentare cose nuove in cucina (ma anche altrove). Il risultato è più che soddisfacente per quanto riguarda la forma, il colore e il sapore. Molto meno per quanto riguarda la consistenza. D’altro canto è solo il primo di numerosi altri esperimenti.

Ingredienti per circa 6-8 saccottini al cioccolato
150 g di farina 1 + altra farina per la lavorazione
150 g di farina manitoba
100 g di acqua tiepida
15 g di lievito di birra
2 uova intere + 1 tuorlo per la spennellatura finale
100 g di zucchero
1 tavoletta da 100 g di cioccolata al latte (o anche fondente)
100 g di burro per i giri di sfoglia

saccottini al cioccolato

Realizzazione dei saccottini al cioccolato

  1. Versate l’acqua tiepida in una terrina capiente, scioglieteci il lievito e mescolate fino ad ottenere un liquido uniforme. Unite metà della farina setacciata, aggiungete le uova, lo zucchero e mescolate.
  2. Aggiungete poco alla volta la restante farina, sempre mescolando e impastate per qualche minuto, aggiungendo altra farina se l’impasto dovesse risultare troppo appiccicoso.
  3. Trasferite la pasta sul piano da lavoro infarinato e lavoratelo per circa dieci minuti, come fosse un normale pane, poi procedete con la lavorazione “a pieghe”:
    stendete con i polpastrelli l’impasto fino ad ottenere un rettangolo, piegate un lembo del rettangolo verso l’interno e poi piegate anche il lembo opposto sovrapponendolo all’altro: otterrete così un panetto ripiegato a tre. Ripetete l’operazione per 3 volte.Fatto questo, rimettete l’impasto nella terrina, copritela con una pellicola e ponetela in frigo per almeno 8-10 ore.
    pasta saccottini lievitata
    Trascorso questo tempo, riprendete la pasta, stendetela (prima con le mani e poi con il mattarello) fino ad ottenere un rettangolo delle dimensioni (circa) 20 per 10 cm.
    rettangolo di pasta
  4. Mettete il panetto di burro (che dovrete tirare fuori dal frigo 30 minuti prima di iniziare a lavorarlo) su un foglio di carta da forno, copritelo con un altro foglio e con il mattarello colpitelo senza pietà fino ad ottenere una sfoglia regolare (un rettangolo più piccolo di quello che avete realizzato con l’impasto lievitato).
    stnedere il burro tra 2 fogli
  5. A questo punto poggiate il rettangolo di burro sul rettangolo di pasta e ripiegatelo in 3 chiudendo a pacchetto.
    adagiare sfoglia di burro sul rettangolo di pastarettangolo con burro ripiegato
    Stendete il panetto e ricavatene nuovamente un rettangolo, lavorando lo strato di pasta sempre verso l’esterno (lavorandolo verso l’interno, in corrispondenza della piegatura rischiereste di rompere l’impasto e far uscire il burro). Ottenuto il rettangolo mettetelo in frigo per 20 minuti.
    rettangolo di pasta
  6. Trascorso questo tempo, riprendete l’impasto dal frigo, ripiegate il rettangolo ottenuto in 4, formando un nuovo pacchetto e ripetete l’operazione fino ad ottenere un nuovo rettangolo.
    piegatura a 4rettangolo di pasta
  7. Fatto questo ripiegate di nuovo in 3, come nel primo passaggio. Poi rimettete in frigo per 20 minuti.
    panetto ripiegato in 3
  8. A questo punto stendete nuovamente e ricavatene un nuovo rettangolo dello spessore di circa mezzo cm. Tagliate il rettangolo in tante strisce (larghe circa 4-5 cm).
    rettangolo di pastaformare strisce
  9. Posizionate una barretta di cioccolato all’inizio della striscia di pasta e arrotolatela su se stessa (senza stringere troppo altrimenti formate un rotolo) dando alla striscia la forma di un saccottino. Ripetete l’operazione per tutte le strisce.
    saccottino al cioccolatospennellate la superficie dei saccottini
  10. Una volta ottenuti 8-10 saccottini al cioccolato, spennellate la superficie con il tuorlo d’uovo sbattuto e infornate a 180 gradi (in forno preriscaldato) per 20 minuti, poi coprite i saccottini con della stagnola e lasciate cuocere per altri 10 minuti, poi sfornate, lasciate freddare e servite.
    accottini al cioccolato interno
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