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I Primi d’Italia: recensione del festival di Foligno

Quanti formati di pasta conoscete? E quante varietà di riso vi vengono in mente? E la polenta, con quali farine di mais di prepara? Per conoscere il variegato patrimonio gastronomico dei primi piatti bisogna andare ai Primi d’Italia e scoprire il suo ricco e variegato programma. Si tratta del vero Festival dei Primi d’Italia, una rassegna che si tiene ogni anno, a fine settembre, nel cuore storico di Foligno. Quest’anno il Festival verrà inaugurato giovedì 28 settembre 2017 e si concluderà domenica 1 ottbre 2017.

paste al tartufopasta cacio e pepegnocchetti al gorgonzola

Oltre agli assaggini e ai menu degustativi tematici, la rassegna ospita presentazioni di libri (come quello dedicato alla celiachia e alle ricette senza glutine), corsi tematici e per i più piccoli, esposizione di creazioni originali realizzate con i vari formati di pasta (come quadri e orologi da parete), ma anche show-cooking con i maestri della cucina italiana (tra gli chef celebri che hanno partecipato alle varie edizioni del Festival dei Primi d’Italia vale la pena menzionare Simone Rugiati, conduttore del fortunato programma Cuochi e Fiamme, Claudio Sadler, Anna Moroni, Mauro Uliassi, Gaetano Trovato), ma anche mostre-mercato di prodotti tipici locali (come legumi e cereali, formaggi, salumi, liquori e birre) e convegni sulla storia del cibo, sulla dieta mediterranea e sull’alimentazione.

Tra le iniziative, anche la mostra dedicata a Barbanera (con il famoso e mitico calendario) con notizie, storie, aneddoti dedicati al cibo, alle stagioni e alle proprietà dei cibi.

orologio parete realizzato con pasta
creazione di pasta

formati di pasta su tela
mostra barbanera
Il festival dei Primi d’Italia è un’occasione per scoprire, assaggiare, imparare e curiosare esplorando un mondo di cui facciamo parte, che a volte però ci sfugge o non conosciamo in modo appropriato. In fondo, il nostro patrimonio gastronomico è uno dei più grandi valori aggiunti che abbiamo, ma ancora oggi non siamo capaci a divulgarlo, valorizzarlo e venderlo all’estero come meriterebbe. E come chiede (implorandoci da tempo) anche la nostra economia.

Uno dei punti più interessanti della rassegna dedicata ai Primi d’Italia è sicuramente l’esposizione dei pastifici artigianali italiani, nella suggestiva corte di Palazzo Trinci, dove è possibile trovare marchi di pasta di grande qualità e formati davvero originali: dai fusilli verdi, perché impastati con il sedano, ai tortelli al limone, dalle farfalle multicolore alle tagliatelle al farro, passando per i rigatoni di grano duro toscano, scuri e rustici, come le paste di una volta. Senza dimenticare la numerosissime varietà di riso e di farine per polenta.
formati di pasta regionalipasta fresca fantasiapasta fresca fantasia cortile pastaipasta multicolor
Naturalmente, tra i pastifici industriali e artigianali presenti al festival ci saranno De Cecco e la Molisana, Garofalo, Martelli, Fabbri, Campofilone, Setaro.

Uno dei prodotti più interessanti che ho scoperto al Festival dei Primi d’Italia (nell’edizione di qualche anno fa) è la roveja, un legume molto particolare e raro, che cucino in inverno. Il suo aspetto è a metà strada tra un pisello e una lenticchia; ha un colore che va dal verde scuro al marroncino e viene coltivato solo in alcune zone dell’Umbria. È ideale per zuppe, minestre e vellutate, è molto proteica, ricca di potassio e fosforo (quindi va bene per chi ha problemi cardiaci e di pressione alta) ed è buonissima.

Intanto, eccovi una ricetta che mi ha dato una delle aziende produttrici locali di legumi e cereali.
Farricello alle erbe aromatiche
Ingredienti per 4 persone: 300 g di farro spezzato, 1 cipolla, 1 spicchio di aglio, foglie di maggiorana e prezzemolo, 1 litro di brodo vegetale, la polpa di 2 pomodori maturi, 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva, sale, formaggio grattugiato.
Fate un trito di odori ed erbette e rosolateli in pentola con l’olio per 2-3 minuti, unite i pomodori, allungate con il brodo vegetale, salate a piacere e portate a bollore. Versate il farro e fate cuocere per 40 minuti, quindi servite con formaggio a piacere.

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