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Quali sono le origini della pizza?

come è nata la pizza
Quali sono le origini della pizza? Come è nata la pizza napoletana?

Iniziamo con un inciso fondamentale e ricordiamo che la pizza è diventata dal 4 febbraio 2010 Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea.
La pizza ha una storia davvero lunga e, secondo i ritrovamenti di testi antichi, le prime attestazioni della parola “pizza” risalgano al 997 nei pressi di Gaeta, pertanto – viste le diverse città e le vicende che la vedono protagonista – la storia di questo squisito piatto a base di farina, acqua e lievito è molto lunga e complessa.
La ricetta attuale sarebbe da attribuirsi alla gastronomia italiana e, in particolare, a quella napoletana, anche se ancor prima sembra che gli Egizi, i Greci e i Romani cucinassero focacce schiacciate molto simili.
Sempre secondo i manoscritti ritrovati, infatti, si rileva come già 3000 anni fa, presso l’antico Egitto, la popolazione – per festeggiare il compleanno del faraone – fosse solita mangiare una schiacciatina condita con un trito di erbe aromatiche. E questo divenne noto anche in Grecia, dove – secondo Erodoto che tramandò diverse ricette babilonesi – la popolazione gustava focacce di vario tipo, mentre i Romani erano soliti cucinare focacce di farro.

pizza-con-zucchine-e-formaggi

Ma qual è l’origine del termine pizza?

Noi prenderemo per buono e valido il termine della lingua latina, che fa derivare il termine pizza dal verbo latino pinsére, che significa schiacciare, macinare o pigiare; a tal proposito ricordiamo che la pinsa in epoca romana era un cibo molto diffuso e che oggi è tornato di moda in molte pizzerie a Roma e in Italia.

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Ma facciamo qualche passo indietro e – ripercorrendo le varie epoche – arriviamo a quando l’uomo egizio scoprì che poteva impastare il grano (raccolto in chicchi e macinato a pietra) con l’acqua, schiacciare la pasta ottenuta e arrostirla su pietre roventi per ottenere qualcosa di commestibile e gustoso.
pasta per la pizza

C’era chi aveva notato che l’impasto di acqua e la (cosidetta) farina veniva a volte invasa da un qualcosa di misterioso che lo faceva gonfiare. Alcuni consideravano impura quella pasta lievitata e la buttavano, altri invece pensarono di studiare il fenomeno e di sfruttarlo: tutto dipendeva dalle concezioni religiose dell’epoca.

Gli ebrei, per esempio, rifiutarono sempre il pane lievitato e nei loro riti non era ammesso. I primi, invece, che seguirono la procedura della lievitazione aprirono la strada alla conquista del pane, delle schiacciate, delle pizze per come le conosciamo oggi, anche grazie all’invenzione del forno, a forma di cono, sempre grazie agli egiziani.

La pizza, così come la conosciamo attualmente, la troviamo a Napoli già verso gli inizi dell’anno Mille: si parla di schiacciate chiamate “lagano” e compare contemporaneamente anche il termine “picea”, forse per indicare una preparazione diversa, ovvero un disco di pasta coperto da ingredienti colorati prima di essere infornato.

Alcune tracce di questo magnifico impasto lo ritroviamo anche nel Rinascimento, quando però era usata per lo più come piatto dolce per i nobili benestanti; la base neutra della pizza veniva, infatti, arricchita da burro, uova e zucchero, ingredienti che solo le fasce più alte della società potevano permettersi.

Origini della pizza napoletana

La vera pizza Napoletana – esattamente come la conosciamo e ammiriamo oggi – nacque nel 1730, al gusto marinara, condita con pomodoro, origano e aglio, ma “esplose” nel 1889 grazie ad un pizzaiolo napoletano, tale Raffaele Esposito, che – in occasione della visita a Napoli di Sua Altezza Reale la Regina Margherita di Savoia – creò la pizza Margherita con i colori della nazione, cioè il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico.

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pizza napoletana da Starita

Gli ingredienti principali della pizza sono, infatti, sostanzialmente due: il pomodoro e la mozzarella, anche se quest’ultima è oggi presente nelle varianti di fior di latte e di bufala.
A differenza di quanto si possa pensare, la mozzarella di bufala, che oggi degustiamo e apprezziamo sia da sola che in molti piatti della nostra tradizione, è giunta fino a noi grazie ai Longobardi, che – in seguito alla caduta dell’impero romano – portarono con sé mandrie di bufale per stabilirsi nella zona compresa tra il Lazio e la Campania, dove iniziò la produzione del latte finalizzato alla creazione della mozzarella.

Il pomodoro fu, invece, importato a seguito della scoperta delle Americhe, nel 1492;  in particolare sembra che la maggiore importazione di pomodori avvenisse dal Perù verso l’Europa, e in particolare verso la Spagna, ad opera dei colonizzatori Spagnoli. A differenza di quanto si possa immaginare, l’Italia impiegò circa un secolo e mezzo prima di imparare ad apprezzare la salsa di pomodoro, ovvero “la salsa spagnola”, e vincere così la diffidenza iniziale nei confronti di questo ingrediente sconosciuto e misterioso proveniente dalle Americhe.
Vinta la ritrosia, però, questo ingrediente è diventato nel tempo un ingrediente insostituibile per la pizza napoletana, tanto da diventare un vero e proprio simbolo della cucina italiana e in particolare quella partenopea.

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