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Finger food al peperoncino: zeppoline ripiene di n’duja calabrese

zeppoline con nduja

Chi l’ha detto che il peperoncino è di colore rosso fuoco? In realtà nel mondo esistono migliaia di varietà di piante, da cui nascono frutti preziosi dalle forme e dai colori più diversi. Se ne trovano rossi, gialli, arancioni, color mostarda, verdi, viola e perfino neri! Con livelli di piccantezza diversissimi.

E’ quanto ho scoperto in occasione della Fiera campionaria dedicata al peperoncino, Rieti Cuore Piccante, celebrata la settimana scorsa e presa da assalto da tutti gli amatori di questo frutto prelibato. Compresa me, naturalmente!
Nel padiglione della piazza centrale di Rieti erano esposti oltre 400 tipi di peperoncino provenienti dai cinque continenti, il tutto accompagnato dall’esposizione di piante,  prodotti tipici a base di peperoncino e dalle dimostrazioni culinarie dei cuochi appartenenti all’associazione provinciale cuochi di Rieti, che hanno proposto ricette sfiziose a base (naturalmente) di peperoncino, prezioso per il sapore ma anche per le sue proprietà terapeutiche.

Sì, perché il peperoncino – oltre ad essere un alimento delizioso al palato e un brucia-grassi naturale -  è anche una ricca fonte di vitamine e un’arma insostituibile per combattere le infezioni; per questo lo ritengo uno dei dono più preziosi della natura, in grado di nascere e crescere anche in zone poco soleggiate, come l’Olanda.
Non ci credete?
Ebbene sì, il peperoncino cresce praticamente ovunque ci sia un pò di sole; in Italia si trova quasi dappertutto, ma è diffuso soprattutto in Toscana, Abruzzo e Calabria, terra del peperoncino per antonomasia.

Per celebrare la bontà di questo frutto, vi propongo una ricetta sfiziosa e anche piuttosto facile da preparare: zeppoline ripiene di nduja calabrese (per chi non lo sapesse la nduja è un salume morbido a base di carne di maiale tritata finemente e grandi dosi di peperoncino piccante; il tutto conservato in un budello).

Ingredienti:
400 g di farina o
200 g di acqua
10 g di lievito di birra (preso dal cubetto)
una presa di sale
200 – 250 g di nduja calabrese
2 cucchiai di olio evo
olio di semi per friggere

Procedimento:
1) Sciogliete il lievito nell’acqua (a temperatura ambiente), poi disponete la farina a fontana – possibilmente su un piano da lavoro, altrimenti in una terrina capiente – quindi versate il liquido al centro della farina e impastate delicatamente, in modo che tutta la farina assorba l’acqua con il lievito.

2) Una volta ottenuta una pasta omogenea, aggiungete il sale e l’olio, impastate ancora per qualche minuto, poi coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa 3 ore, in un luogo tiepido e riparato dalle correnti d’aria.

3) Trascorso questo tempo, riprendete la pasta e dividetela in tanti pezzettini grossolani (della larghezza di circa 5 cm): con le mani stendete il primo pezzetto di pasta, metteteci sopra un cucchiaino di nduja e chiudete formando una pallina. Ripetete la stessa operazione fino a quando non avrete terminato tutta la pasta.

4) A questo punto, calate le palline nella friggitrice, fatele dorare e scolatele quando saranno emerse in superficie, adagiatele su carta assorbente e servitele!

Calde sono ottime, ma se le gustate leggermente tiepide sentirete di più il sapore della nduja!
Con questo post partecipo al contest Coccole piccanti al peperoncino:

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