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Pane a forma di grappolo d’uva

In occasione della Vigilia di Natale mi sono cimentata con una ricetta particolare: il pane a forma di grappolo d’uva, riempito con pomodori pachino. E’ stato un pò d’azzardo, perché lo avevo visto fare al corso di Sara Papa, ma non avevo mai provato a riprodurlo in casa, lontano da occhi e soprattutto… bocche indiscrete. Per cui, portarlo a casa di mia cognata – dove c’era anche mia suocera – (vedi bocche indiscrete) in occasione della Vigilia di Natale non era proprio la più geniale delle idee.

Nonostante tutto però, devo dire che non è andata male, soprattutto per essere il primo tentativo. Tra l’altro c’è anche l’aggravante della trasferta: quando ti capita di portare un dolce o un piatto a casa di altri – anche se è la pietanza che ti viene meglio e che hai sempre fatto con grande successo – è la volta buona che ti viene male!
E invece questa volta il destino è stato piuttosto clemente…

Pane a forma di grappolo d’uva: gli ingredienti:

600 g di farina
350 g di acqua
12 g di lievito di birra in cubetto
2 g si sale
olio extra vergine di oliva
pachino (il numero varia secondo il numero di acini che prevedete di fare; consideratene una 15ina al massimo).

Pane a forma di grappolo d’uva: ecco come fare:

  1. Ho impastato la farina con il lievito sciolto nell’acqua appena tiepida, l’ho lavorata per qualche minuto fino ad ottenere un composto omogeneo. Ho messo la pasta in una terrina oliata, l’ho coperta con un panno umido e l’ho messa a lievitare nell’armadio per circa 3 ore. Poi l’ho ripresa, ho aggiunto il sale e un filo di olio di oliva, ho rimpastato di nuovo e poi ho iniziato “l’opera”.
  2. Ho preso un pezzetto di pasta (una pallina di circa 5 cm di diamtro), ci ho aggiunto 2 cucchiaini di cacao amaro e ho impastato fino ad ottenere una pasta color marrone omogeneo. Poi ne ho fatto una sorta di bastoncino (il raspo) di circa 2-3 cm di diametro e 5-6 cm di lunghezza e l’ho poggiato su una teglia grande da forno foderata con carta da forno. Poi ho aggiunto un altro pezzetto verticale, per farne il rametto che unisce il raspo con gli acini del grappolo.
  3. Con un’altra pallina di pasta ho fatto la foglia: ho colorato la pasta con 4-5 foglie di spinaci tritate, ho impastato fino ad ottenere un verde brillante e omogeneo, l’ho stesa un pò con le mani fino a formare un ellisse e con un coltello l’ho tagliuzzata ai lati fino a farne una foglia di vite (o quasi).
  4. Poi ho iniziato a lavorare gli acini; ho preso un pezzo di pasta (una pallina di circa 2 cm di diametro), l’ho stesa con le mani fino a formare un cerchio non troppo fino e ci ho appoggiato sopra un pachino, con un pizzico di sale; poi ho richiuso il fagottino formando una pallina. L’ho messa sulla teglia, sotto al raspo, e ho ripetuto l’operazione fino formare un grappolo gigante di palline di pane ripiene di pachino.
  5. Prima di infornare (in forno preriscaldato a 180 gradi) ho spennellato tutto con due tuorli d’uovo e un pò di latte e ho fatto cuocere per circa 40 minuti.L’ho preparato il 23 per il giorno dopo; la sera del 24 era ancora perfetto, perché i pachino all’interno mantengono la pasta del pane molto morbida e più a lungo.

 

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